CAI Monti Lattari

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Escursione 28 Agosto

Domenica  28  Agosto  2016

Escursione alla “Torre dello Ziro”, Amalfi
(In sostituzione della prevista escursione al Fiordo di Furore ancora chiuso per frana)

 Difficoltà : E

Direttore di Escursione: Raffaele D’Arco (3337686127)

Appuntamento alle 08.30 a Castellammare di Stabia al Viale Europa, nei pressi dell’Ospedale con auto propria per raggiungere  Pontone (tra Ravello ed Amalfi, tramite il valico di Chiunzi). Da qui raggiungeremo in breve tempo la famosa “Torre dello Ziro” che sovrasta Amalfi per poi scendere verso la spiaggia per il doveroso bagno ristoratore!

TEMPI DI PERCORRENZA: 3 ore.

DISTANZA: 8 Km. circa

DISLIVELLO: 300 metri circa.

EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO: Scarponcini da escursionismo (obbligatori), abbigliamento escursionistico “a strati”, cappello, occhiali da sole, crema solare, ricambio completo di abiti, pranzo a sacco, acqua, costume da bagno e telo da mare.

PERCORSO: Descrizione Itinerario: La cartografia di riferimento è la nuovissima Carta dei Sentieri dei Monti Lattari in scala 1:25.000 edita dal Club Alpino Italiano, Sezioni di Castellammare di Stabia, Cava dei Tirreni e Napoli.

Escursione Torre dello Ziro 28 agosto 20161310

Partiremo dalla piazzetta di Pontone prendendo il sentiero 351b per  scendere verso la Torre dello Ziro per ammirare lo splendido panorama su Amalfi, Ravello e su tutta la costiera. Dopo, ritornando inizialmente per lo stesso sentiero, scenderemo verso Amalfi tramite il sentiero 323. Termineremo l’escursione raggiungendo la spiaggia di Amalfi per effettuare il doveroso bagno ristoratore.

Il ritorno verso le auto lasciate a Pontone, libero a questo punto, potrà essere effettuato all’inverso per lo stesso sentiero 323 oppure passando per Atrani ed il sentiero 351 che preferisco. Eventualmente, si potrà prendere il pulman dalla piazza di Amalfi per Pontone alle ore 17.30.

AVVERTENZA: Il Direttore di Escursione si riserva di modificare in parte l’itinerario in caso di condizioni meteo avverse o di condizioni del percorso e capacità dei partecipanti tali da impedire la conclusione dell’escursione nei tempi prefissati.

ATTENZIONE: per effettuare le doverose prenotazioni, è obbligatorio confermare la presenza telefonando al 3337686127 entro il venerdì precedente.

www.caistabia.it
Riunione tutti i venerdì del mese ore 19.30 – 21.00
C/O CPS – Comunità promozione e sviluppo in Via San Vincenzo 15 – Castellammare di Stabia,

o il sabato dalle ore 10:00 alle 12:00 c/o la sede CAI-CNSAS vicino al Palazzo Reale di Quisisana.

segreteria@caistabia.it

CENNI STORICI

Duomo anticoLa Torre dello Ziro fa parte delle mura del Granducato di Amalfi che incontreremo lungo la strada, ma non è soltanto una delle tante idilliache torri a picco sul mare costruite per avvistare per tempo l’arrivo dei Saraceni!

Gli anziani del posto non amano molto recarsi da queste parti: la Torre fa ancora paura! I fantasmi si aggirano ancora per questi luoghi perché la Torre fu teatro di uno dei più sanguinosi episodi della storia amalfitana!

Infatti, nei primi anni del 1500, vi fu rinchiusa, insieme ai suoi figli, la famosa Giovanna D’Aragona, detta “la Pazza”.

giovannaGiovanna, nata nel 1477, era la nipote del re di Napoli Ferrante I d’Aragona e figlia del Marchese di Gerace, avvelenato quando lei aveva solo un anno. Rimasta vedova all’età di vent’anni di Alfonso Todeschini Piccolomini, secondo Duca di Amalfi, nipote del Papa Pio III, a cui era andata in sposa a soli 12 anni, trovò conforto nel maggiordomo di corte Antonio Beccadelli che in seguito sposò segretamente e da cui ebbe due figli. La cosa creò grande scandalo per cui i suoi fratelli, Federico ed il cardinale Carlo, cercarono di dividere i due amanti, ma  questi fuggirono. Rintracciati, il Beccadelli fu ucciso e Giovanna fu ricondotta ad Amalfi dove sparì…

La leggenda racconta che Giovanna, riportata ad Amalfi, fu rinchiusa nella Torre dello Ziro e vi fu murata viva insieme ai suoi figli! In effetti… la Torre non ha porte.

Torre

La torre, costruita nel 1480 dal dal suddetto Duca d’Amalfi sulle rovine di una precedente torre del XII secolo, si presenta con tutti gli elementi delle opere di difesa del periodo angioino: una costruzione cilindrica con base scarpata (presenza di un muro inclinato alla base di una cinta muraria o di una torre per aumentarne il rafforzamento) ed una merlatura di cui, ancora, si possono vedere alcuni elementi. Presenta un’unica apertura sopra la cornice che doveva servire da ingresso, e quattro piccoli vani finestra di forma quadrata. Anticamente veniva chiamata “Rocca di San Felice”, con le prime notizie risalenti al 1151, ma, a partire dal 1292, diventa “Turris Cziri.

La leggenda di Giovanna la Pazza, comunque, nasce da un fatto realmente accaduto, raccontato anche da Matteo Bandello nelle sue novelle. Questi fu un testimone oculare della vicenda in quanto amico del Beccadelli! La storia, nel XVI secolo, è stata anche trasposta in forma di tragedia da John Webster (The Duchess of Malfi) che, però, la fa concludere con l’uccisione di Giovanna da parte di un sicario, un certo Bosola. La sua vicenda ha ispirato anche altre opere letterarie, come la novella contenuta nel “Palazzo del piacere” (The Palace of Pleasure) di William Painter o la tragedia “Il maggiordomo della duchessa di Amalfi” ( El mayordomo de la Duquesa Amalfi) di Lope De Vega o, ancora, il romanzo giallo “Addio Miss Marple” (Sleeping Murder) di Agatha Christie!

Pertanto, non stupisce, quindi, che gli anziani del posto considerino la Torre come un luogo popolato da fantasmi da cui conviene stare alla larga.