CAI Monti Lattari

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Escursione 4 Novembre 2018

Domenica 4 Novembre 2018
Monti Lattari – Tramonti
Sentiero delle 13 Chiese
DIFFICOLTA’: E

Direttori di escursione:
Matteo Pisacane 334 7056734
Gennaro Pisacane 338 4197625

DISLIVELLO: 554 mt in salita ed altrettanti in discesa
TEMPI DI PERCORRENZA: Ore 6 di cammino escluse soste
LUNGHEZZA: 14,1.00 Km

APPUNTAMENTO: ore 8:00 con auto proprie al Viale Europa di fronte alla Clinica Stabia; oppure alle ore 9:00 alla frazione Pucara (incrocio Via Chiunzi – Via Conservatorio).

ISCRIZIONI: I non soci che intendono partecipare all’ escursione, devono comunicare, entro il venerdì precedente, i propri dati anagrafici ai Direttori di Escursione per la stipula dell’assicurazione giornaliera al costo di Euro 6

DESCRIZIONE ITINERARIO:
Tramonti è uno dei comuni montani della Costiera Amalfitana, noto per aver dato il nome al vento di Tramontana, che gli amalfitani chiamarono così proprio perché proveniente da Tramonti.
Il territorio è composto da 13 borghi, distribuiti a cerchio intorno al colle Santa Maria, dove nel 1400 sorgeva il Castello di Santa Maria la Nova ed attualmente si trova il cimitero comunale. Il percorso delle 13 chiese attraversa 11 dei 13 borghi e consente di far visita a 13 antichissime chiese, di origine medioevale. Trattasi di un percorso ad anello, che inizieremo dal borgo Pucara.
Dal centro di Pucara (m 160), si risale lungo Via Conservatorio (alla destra per chi sale da Maiori), fino a raggiungere il Conservatorio di San Giuseppe e Teresa, realizzato nel 1662 e noto per essere il luogo in cui fu creato il “concerto”, liquore tipico tramontino ricavato dall’infusione di 15 erbe. Dopo pochi metri si trova la Chiesa di Sant’Erasmo, edificata nel 1533. Il percorso prosegue lungo il Vallone Sant’Antonio, attraversato il quale si giunge al borgo di Novella (m 242), dove sorge la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, risalente anch’essa al 1500. Dopo il borgo di Novella si trova la località Pendolo (m 323) e poi il borgo di Gete (m 360), dove sorgono l’antichissima Cappella Rupestre e la Chiesa di San Michele Arcangelo. La prima risalente all’VIII sec.; la seconda al 1743, anno in cui fu ricostruita in sostituzione dell’antica chiesa del XII secolo, andata completamente distrutta nell’alluvione del 1735. Il borgo immediatamente successivo è Ponte (m 370) nel quale sorge la chiesa di San Felice, risalente al 1700. Superata la chiesa del Ponte, bisogna portarsi sulla carrabile Maiori-Chiunzi ed attraversarla per intraprendere la sottostante carrareccia. Dopo pochi minuti si giunge alla località Putiella (m 306), dove si trova il bivio tra il 310 ed il 310a. Si prosegue per il 310 (alla destra del bivio) e si giunge così al borgo di Campinola (m 385), dove si incontra la Chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel XVI sec., al cui interno vi è un organo del ‘700 di inusuale bellezza. Subito dopo la chiesa, si giunge al bivio con il sentiero CAI 311, che conduce in Alta Via. Proseguendo lungo il 310, sempre nel borgo di Campinola è possibile visitare il Giardino Segreto dell’Anima, che è un giardino botanico-sperimentale dove è possibile vedere molte varietà botaniche, tra cui circa 300 varietà di rose. Lasciato il borgo di Campinola, si procede in direzione Trugnano (m 383) e poi in direzione Casa Lauro (m 391), dove si incontra il sentiero CAI 310b che conduce al Valico di Chunizi. Superata la località Casa Lauro si arriva a Corsano (m 392), dove sorge l’unica chiesa realizzata in epoca recente (1980), ossia la Chiesa di San Salvatore. Da Corsano si risale il Colle Santa Maria (m 517), dove nel 1400 era ubicato il Castello di Santa Maria La Nova ed attualmente si trova il cimitero cittadino. Si scende dal lato opposto del colle per raggiungere il borgo di Capitignano (m 484), dove si incontra il bivio per 314 CAI, che conduce in Alta Via. Dopo poche centinaia di metri si incontra la Chiesa di Santa Maria della Neve, risalente alla fine del XVI secolo, realizzata ex novo sui ruderi della preesistente Chiesa che esisteva già nel 1231. Da Capitignano ci si reca nel borgo di Pietre (m 406), dove, poco distante dal percorso, si può far visita alla Chiesa di San Felice di Tenna, ricostruita nel 1700 sui ruderi della preesistente chiesa del 1500, crollata a seguito del terremoto del 1688. Si ritorna sul percorso principale e si procede in direzione Frescale (m 409), dove si incontra il bivio con il 313 CAI, che collega il 310 al 315d. Si prosegue lungo il 310 fino a raggiungere il borgo di Figlino (m 360), detto così in quanto sede di un ospedale-befotrofio che nel VIII-IX secolo raccoglieva i figli illegittimi appena nati, detti appunto “figlini”. A Figlino si trova la Chiesa di San Pietro, edificata tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. Al suo interno è possibile ammirare un pavimento di rara bellezza, realizzato nel 1700 con ceramiche di Capodimonte. Il borgo immediatamente successivo è quello di Paterno Sant’Arcangelo (m 270), nel quale vi è una delle chiese più antiche di Tramonti, ossia la Chiesa dell’Ascensione, interamente in pietra e risalente al X secolo. Il passaggio da Paterno Sant’Arcangelo a Paterno Sant’Elia avviene attraverso un sentiero molto caratteristico, che passa per la sorgente dell’Acqua della Madonna (m 244), dove è possibile fare rifornimento idrico. A Paterno Sant’Elia (m 243) si trova la Chiesa di Sant’Elia, edificata nel 1500. Sempre a Paterno Sant’Elia si innesta sul 310 CAI il 315E CAI, che collega Tramonti a Ravello. Si giunge infine al borgo Ferriera (m 157), detto così per la presenza di un’antica cartiera, che produceva grazie alla forza motrice offerta dal fiume Reginna Major, che scorre al suo fianco. Si ritorna così a Pucara (m 160), che era stato il punto di partenza dell’escursione.

EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO: Scarponi da montagna, abbigliamento escursionistico “a strati”, pantaloni lunghi vivamente consigliati, giacca a vento o mantellina antipioggia, pranzo a sacco ed acqua, lampada frontale e bastoncini telescopici.

AVVERTENZA: I direttori di escursione si riservano di modificare in parte l’itinerario, di annullarlo in caso di condizioni meteo avverse o di condizioni del sentiero e capacità dei partecipanti tali da impedire la conclusione dell’escursione nei tempi prefissati. I cani sono ammessi ma rigorosamente al guinzaglio.

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