CAI Monti Lattari

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Alpinismo Giovanile 5 novembre

Domenica 5 Novembre 2017

Da Sorrento a Crapolla per il Circumpiso

Diff.E 

Direttori di escursione: Pio Gaeta (335 6339741), Ciro Di Martino (333 7184174)

ISCRIZIONI: Gli appuntamenti di alpinismo giovanile sono riservati ai ragazzi eventualmente accompagnati dai genitori.

I non soci che intendono partecipare all’appuntamento devono comunicare i propri dati anagrafici ai Direttori di Escursione per la stipula dell’assicurazione giornaliera del costo di €6,00 entro il venerdì precedente.

I ragazzi possono essere affidati agli Accompagnatori di Alpinismo Giovanile. In quest’ultimo caso, il genitore (ovvero il tutore legale) deve far pervenire il modulo di autorizzazione allegato al numero di fax: 36335 6339741.

APPUNTAMENTO: L’appuntamento è a Castellammare di Stabia in piazza Vesuviana alle 8:30. Prenderemo la Vesuviana per Sorrento delle 8:46 (treno Direttissimo proveniente da Napoli 8.11). Al  ritorno prenderemo un Bus SITA per Sorrento. Premunirsi acquistando un biglietto integrato TIC Massalubrense-Castellammare.

EQUIPAGGIAMENTO: Scarpe da montagna con le suole scolpite, abbigliamento “a strati” (giubbotto antivento, maglietta, camicia, felpa, k-way, maglia di ricambio), zainetto, cappellino, pranzo a sacco e acqua (almeno 1 litro a testa)

DURATA ESCURSIONE: 5 ore

DISLIVELLO IN SALITA: 300m

DESCRIZIONE ESCURSIONE: L’itinerario (sentiero CAI 344) ha origine dalla stazione della Circumvesuviana di Sorrento.

Percorreremo un breve tratto di Via Degli Aranci per poi prendere via Fuorimura fino all’incrocio con Via S. Lucia che percorreremo fino alla chiesetta omonima.

A questo punto svolteremo a sinistra sulla via Talagnano e quindi imboccheremo il percorso classico di collegamento con Sant’Agata il “Circumpiso” costituito da gradoni.

Raggiungeremo Sant’Agata dopo circa un’ora o poco più di cammino. Percorreremo poi il Corso principale in direzione di Torca. Giunti nei pressi dell’Hotel Montana svolteremo a dx per imboccare dopo pochi metri una ripida scala sulla sinistra, che ci condurrà, con qualche deviazione, fino ad un vallone con l’imbocco sulla destra del sentiero per Crapolla.

La prima parte del sentiero costeggia il rivo Larito fino al belvedere naturale “La Guardia”, dove è ubicata una panchina in pietra in bella posizione panoramica.

Con un pò di cautela  ridiscenderemo i quasi 700 gradini in pietra (ogni 50 gradini, una piastrella in ceramica indica la numerazione progressiva) che ci porterà dapprima alla cappella di San Pietro costruita con le stesse pietre che un tempo appartennero al Monastero dei Benedettini Neri qui costruita all’inizio dell’anno mille e quindi alla suggestiva spiaggetta del fiordo di Crapolla.

Ora non resta che goderci la spiaggetta di Crapolla e magari un bel bagno nell’acqua pulita.

Ambiente

Il paesaggio che incontreremo nel tratto da Sorrento a S.Agata è quello delle coltivazioni tipiche della zona: olivi, agrumeti e viti.

La necessità di sfruttare il suolo non pianeggiante ha indotto i contadini del passato a ricavare nei fianchi delle colline le caratteristiche terrazze degradanti sostenute da muretti a secco perlopiù in pietra locale.

Nella prima parte della discesa da Sant’Agata, fortemente urbanizzata, incontreremo la stessa vegetazione del versante Sorrentino (oliveti, agrumeti e piante da frutto) ma poi, giunti nel vallone che ci condurrà all’inizio della scala per Crapolla, la macchia mediterranea diventerà prevalente (roverella, lecci, euforbia etc.).

Informazioni storiche

Tradizione vuole che San Pietro sbarcò a Crapolla nel suo viaggio verso Roma.

Ogni anno il 29 giugno, in occasione della festa di San Pietro, si svolge un pellegrinaggio da Torca verso la Cappella di San Pietro, dove viene celebrata la Santa Messa.

Nel fiordo, sono ancora visibili i resti di una villa romana, con parti murarie in opus reticulatum.

Si possono inoltre osservare i resti di alcune cisterne di epoca romana e di costruzioni scavate nella roccia: i monazeni, tutt’oggi utilizzati dai pescatori del luogo come ricovero per le barche.

Cultura

Il Circumpiso è così denominato perché leggenda vuole che tanti anni fà sia stato rinvenuto il cadavere di un uomo impiccato (mpiso=appiso=appeso) ad una quercia (“cierco” in dialetto)

 

I partecipanti intervenendo alla gita sociale, accettano tali rischi e sollevano da qualsiasi responsabilità la Sezione CAI di Castellammare, i Direttori di gita ed i collaboratori per incidenti ed infortuni che si dovessero verificare durante l’escursione.